Diritto Di Asilo

Diritto Di Asilo

Diritto all’Asilo

Qualsiasi individuo che nel proprio paese di origine teme di essere perseguitato per motivi di religione, razza, politica, guerra o la sua libertà democratica viene limitata ha il diritto di richiedere asilo presso un altro stato. Richiedere asilo vuol dire richiedere accoglienza e tutela della propria persona presso un altro paese seguendo le leggi prestabilite.

In Italia viene definito  “Richiedente di protezione internazionale la persona che presenta in un altro stato la richiesta per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti non decidono in merito alla stessa domanda di protezione”.

L’articolo 10 della Costituzione permette così che la persona, alla quale venga limitata o impedita la propria libertà democratica (nel paese di origine), possa far richiesta di asilo presso il territorio della Repubblica secondo le norme previste dalla legge.

La domanda si può presentare presso la polizia di frontiera oppure in questura.

Una Commissione territoriale* si prende l’onere di esaminare e riconoscere o non una richiesta entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Dopodichè il richiedente di asilo verrà convocato dalla Commissione stessa. Al colloquio può far parte anche un interprete.

*Le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale sono composte da quattro membri di cui due del ministero dell’Interno, un rappresentante degli enti locali e un rappresentante dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr).

In seguito a tale colloquio la Commissione può decidere di :

-riconoscere lo status di rifugiato al richiedente fornendogli un permesso per motivazione di asilo politico, rinnovabile dopo la scadenza di 5 anni. Tale permesso gli consentirà l’accesso allo studio, al lavoro, al servizio sanitario e alle prestazioni assistenziali dell’Inps. Il richiedente asilo ha diritto a circolare liberamente all’interno del territorio dell’Unione europea (tranne Danimarca e Gran Bretagna che hanno la clausola dell’opt-out sulle materie di immigrazione). I rifugiati politici hanno inoltre diritto al ricongiungimento familiare e a chiedere la cittadinanza italiana dopo cinque anni di residenza;

-concedere la protezione sussidiaria al richiedente. La protezione sussidiaria viene riconosciuta al richiedente che non ha i requisiti di rifugiato, ma comunque ha bisogno di una forma di protezione internazionale perché se ritornasse nel paese di origine potrebbe subire un danno grave. Per danno grave si intende: la condanna a morte o l’esecuzione della pena di morte, la tortura e la minaccia grave alla vita che deriva da una situazione di conflitto armato;

-ritenere che sussistano gravi motivi di carattere umanitario e chiedere alla questura che  venga dato al richiedente un permesso di soggiorno per motivi umanitari pur non riconoscendogli lo status di rifugiato;

-rigettare la domanda del richiedente per manifesta infondatezza quando risulta che il richiedente ha presentato domanda al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione di un provvedimento di espulsione o respingimento. Tale casualità si manifesta quando uno straniera entra nel territorio italiano in modo irregolare*.

*In tal caso gli stranieri che vi entrano senza documenti o che non hanno i requisiti per rimanere nello Stato della Repubblica vengono smistati in centri per immigrazione (Cie). Possono rimanervi fino ad un massimo di 18 mesi. Tale lasso di tempo dovrebbe servire alle procedure di identificazione e a quelle successive di espulsione e rimpatrio. I centri di identificazione ed espulsione sono Torino, Roma, Bari, Trapani, Caltanissetta.

Assieme ai centri per immigrazione si integrano anche i centri di primo soccorso e di accoglienza, centri per l’accoglienza e centri di accoglienza per i richiedenti di asilo.

Restate sintonizzati per avere approfondimenti! ;)

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